sabato 5 maggio 2012

Le ombre di Piazza Tahrir


A più di un anno dal suo inizio la primavera egiziana fatica ancora a dare i suoi frutti e gli sviluppi degli ultimi giorni ricalcano un copione che sa maledettamente di già visto. L'intensificarsi dello scontro tra manifestanti e militari fa infatti temere che ciò che non si verificò negli ultimi giorni di Mubarak, una strage per fermare il popolo in rivolta, possa invece realizzarsi ad un passo da quella che dovrebbe essere la tanto attesa transizione democratica.
La giunta militare alle domande insistenti di cedere il potere ad un governo provvisorio risponde sparando alla gente e lasciando per le strade decine di morti e feriti. Un clima decisamente poco favorevole alle presidenziali di fine maggio già viziate dall'esclusione di molti candidati, tra cui Suleiman, ex-seguace di Mubarak, e soprattutto Abu Ismail, leader del movimento estremista salafita che è osteggiato dalla classe dirigente e dall'occidente ma gode del sostegno di una buona fetta della popolazione civile. La speranza è che di fronte a questa insicurezza la disillusione non prenda di nuovo il sopravvento, facendo declinare la stagione di riforme nel consueto inverno mediorientale...

Nessun commento:

Posta un commento